martedì 13 novembre 2012

RetroGaming Mon Amour!

Sono le 14:06 e dopo un'intera mattina di studio intenso e una piadina con cotto e maionese per pranzo, posso finalmente godermi un po' di pausa.
E' passata una settimana dall'esame di Java e ancora non sono usciti i risultati, ma nel frattempo io vado avanti a studiare "progettazione di classi con membri statici". Le gioie della vita.

Stamattina è stato pubblicato su Game's Princess il mio nuovo articolo, che inaugura la sezione dedicata al retrogaming: l'articolo parla di Pitfall!, se non sapete cos'è tornate indietro di qualche post e lo scoprirete. ;-)

Certo, ho una PS3 e una Wii, ma a volte i titoli di oggi sono così...stancanti. Sembrano più dei film che dei videogames. Il tempo di gioco vero e proprio sarà ridotto al 30%.
E per quanto possa amare Resident Evil 4, 5 e 6, niente è meglio di un buon vecchio gioco 8 bit su Atari 2600.

Cercando il materiale per l'articolo, mi sono imbattuta in un'interessante intervista a David Crane, l'ideatore di Pitfall!. Vi riporto uno spezzone:
<<Perchè cosi tante persone perseverano a giocare titoli classici?
Alcuni giocatori sicuramente giocano questi titoli perchè gli ricordano un periodo della loro vita. In generale però io credo che vengano giocati perchè sono un modo perfetto per spendere brevi minuti divertendosi. Non potete ottenere questo dai complicatissimi giochi delle next generations. (...)
Dal momento in cui il videogioco si è evoluto, la complessità si è sostituita alla creatività. E' un peccato che oggi non possiate neppure iniziare una partita se non sapete di avere svariate ore a disposizione per giocare. (...)
L'obiettivo della grafica digitale è di "renderizzare il reale" fino a quando sarà indistinguibile dalla realtà. Ma dalla mia prospettiva storica, mi sento costretto a precisare che la tecnologia non rende un gioco o un sistema di gioco più divertente.>>

Parole sacre amico!





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venerdì 26 ottobre 2012

Ierisera Pashmiro aveva le prove col gruppo e io mi sono presa un po' di pausa dal lavoro e soprattutto dallo studio.
Sto preparando due esami: Progettazione d'Interfacce e Programmazione in Java.
Il primo mi piace molto, poi concetti come la valutazione dell'usabilità e dell'accessibiltà sono fondamentali per qualsiasi web designer che si rispetti.
Per il secondo invece ero partita un po' prevenuta. Durante il corso di laurea triennale PHP e Javascript non mi erano piaciuti un granchè, e quindi anche questo linguaggio di programmazione mi spaventava.
Invece devo dire che mi sono ricreduta. Java è molto potente e, anche se per adesso mi limito a fare programmini semplici, tipo area del triangolo e calcolo d'interesse, mi dà molte soddisfazioni. XD

Dicevo, mi sono presa una pausa. E mi sono guardata EXistenZ.
Quanto adoro la realtà virtuale.
A molti può sembrare una cosa troppo...astratta, fantascientifica. Eppure ignorano che ci può aiutare anche nella vita di tutti i giorni, e può essere utile perfino per la nostra salute!

Come voi tutti NON saprete, visto che non l'ho ancora reso pubblico su questo blog, soffro di quello che viene chiamato "disturbo da attacchi di panico", dal 2008.
Un disturbo che viene molto sottovalutato, io stessa del resto non sapevo cosa fosse prima di imbattermici in prima persona.
Il primo attacco arrivò un pomeriggio di gennaio, stavo guidando per andare al carnevale di Viareggio e dovetti fermare la macchina perchè sentii improvvisamente una sensazione che mai più mi sarei scordata. La sensazione di morire.
Non domandatemi perchè. Non c'è un motivo.
Io ho sempre avuto una salute di ferro, non mi ammalo quasi mai. Eppure iniziai a sudare freddo, ad avere una fortissima tachicardia e soprattutto non riuscivo a smettere di tremare. Non riuscivo a comandare il mio corpo. E' la sensazionre più brutta che si possa provare in una vita intera.
Da quel giorno, sono morta tutti i giorni.
Non uscivo più di casa, non riuscivo a prendere la macchina, non riuscivo a prendere il treno, non riuscivo a studiare, non riuscivo più ad andare in palestra, non mangiavo, vomitavo spesso. Sono finita più volte al pronto soccorso, e ovviamente non avevo niente di patologico.
Quel periodo è stato il più duro della mia vita, soprattutto perchè ben poche persone mi erano rimaste accanto. Mi sentivo un peso per tutti, oltre che per me stessa. Non mi riconoscevo più.
Avevo sviluppato una forte forma di ipocondria (soprattutto per quanto riguarda il cuore) e un'altrettanto forte forma di agorafobia.
E tutto ciò era assurdo per me, per una a cui era sempre piaciuto vivere "forte", andare in giro, andare a ballare fino all'alba. Invece mi ero ritrovata rinchiusa, rassicurata, dalle quattro mura.
Per una persona molto orgogliosa è difficile ammettere di aver bisogno di aiuto. Ma mi decisi ad andare da una psichiatra e da una psicologa.
Ho fatto un lungo percorso per ritornare alla mia vita. Per tornare ad essere la PADRONA della mia vita.
E oggi sono qui, ho un fidanzato fantastico, un lavoro che mi piace e una carriera universitaria di cui andar fiera.
Non chiedetemi le cause, le sto cercando ancora adesso che sto bene. Non so neppure se ci sia, una causa a tutto questo.
Ma so che molti soffronto di questo stesso mio problema e se ne stanno zitti zitti, rinchiusi in casa a guarda la vita che scorre fuori dalle loro finestre. E si chiedono se un giorno potranno mai tornare a vivere davvero.

Bene, tempo fa, in vista di un esame universitario sulla realtà virtuale, ho fatto una ricerca e ho scoperto come questa possa aiutarci anche in campo psicologico, sia per la cura di ansia e attacchi di panico che per tutte le fobie in genere.
Infatti gli ambienti ricreati mediante le tecnologie di realtà virtuale possono rappresentare un ulteriore contesto di interazione sociale attraverso il quale è possibile sperimentare emozioni e azioni, per far rivivere agli utenti le proprie paure, le difficoltà, i comportamenti disfunzionali. Ovviamente il tutto in modo graduale.

Il trattamento tradizionale dei disturbi fobici, quello che viene chiamato "desensibilizzazione sistematica", consiste nel far immaginare al paziente la situazione o l'oggetto che gli crea ansia per il tempo necessario a far sì che la sua reazione emotiva si riduca d' intensità e si estingua per abituazione.
La realtà virtuale viene introdotta al posto dell'immaginazione come forma esperienzale avanzata.
Il paziente viene esposto in modo “concreto” alla situazione, viene immerso in un mondo tridimensionale ricostruito per l'occasione (ad esempio un supermercato, una metropolitana, un aereo ecc.), e può così fornire risposte concrete agli stimoli, sotto lo stretto controllo di specialisti.
Il risultato è la scomparsa del disturbo in modo molto più veloce rispetto al metodo tradizionale.
Non lo trovate grandioso?!



Se volete saperne di più, qui trovate la mia relazione!


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lunedì 15 ottobre 2012

Time waits for no one.

Odio la pioggia. 
Ma a volte, A VOLTE, proprio grazie a lei puoi passare delle giornate incantevoli.
Non è un controsenso. Non è necessario uscire e andare chissà dove per divertirsi.
Io sono una tipa inquieta, che non ama stare con le mani in mano, ma è vero anche che alla fine mi basta poco per essere felice.

Venerdì sera ho trascinato Pashmiro (nuovo originalissimo soprannome di Wiwo, rigorosamente con la r moscia) a vedere On The Road. Sono una divoratrice di libri, ma questo proprio non mi era mai andato giù. Non ero mai riuscita a superare la prima metà.
Per fortuna è arrivato in mio aiuto il film. 
Non che sia come il libro, ovviamente. Il libro a mio parere è molto "pesante" (e lo dice una che si è letta senza problemi in pochissimi giorni Anna Karenina e I Miserabili). 
Ma almeno finalmente ho capito di cosa parla.
Mia nonna aveva esattamente 20 anni nel '47. Ecco, io non ce la vedo a fare quelle cose lì... le cose che faceva la Stewart per intendersi... (ora ho capito perchè lei e Pattinson si son mollati!)

Sabato la mattinata è stata dedicata al retrogaming! :)
Il mio fidanzato ha sempre le trovate più improbabili pur di non farmi annoiare. 
Ha comprato un minipc da attaccare al nostro 42'' in camera, ha scaricato il primo Super Mario, ha attaccato il pad della ps3 et-voilà! Che bellezza ritrovare Toad che mi dice che la principessa è in un altro castello.

[Ok, ho 25 anni e la lucina di Hello Kitty, allora? 
Sì, quelle lucine per i bambini che hanno paura del buio, allora? 
La notte altrimenti non riesco a dormire. ]


Il pomeriggio, come tutte le coppiettine, siamo andati all'Ipercoop. 
Ci siamo comprati un un puzzle. Era un po' che lo volevo, ma su ebay erano tutti molto cari. 
C'erano anche le ninfee di Monet, ma alla fine abbiamo optato per un Ravensburger 2000 pezzi raffigurante l'ultima cena. 
Sì, pensavo fosse un ultima cena. In realtà erano le nozze di Cana del Veronese, dipinto del 1563 custodito al Louvre. Peccato che io sia andata a Parigi soltanto per visitare Disneyland. :(
Professoressa Lombardi, potrà mai perdonarmi?!


La domenica, dopo aver amaramente constatato che alla fiera di Pontedera il labirinto degli specchi (che poi non sono specchi, ma vetri contro cui si possono sbattere sonore testate) non era ancora arrivato, ci siamo rifugiati nel lettone a vedere "La ragazza che saltava nel tempo".
Wiwo, se leggi, sappi che ieri l'hai sparata grossa: non è dello Studio Ghibli!!!! 
E' della Madhouse!

 

Non voglio raccontarvi la trama ma vi consiglio vivamente di vederlo, merita.
[Era veramente tanto che nn guardavo un cartone, e mi è tornato alla mente il motivo per cui qualche anno fa mi chiamavano tutti "la ragazza manga".]

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martedì 9 ottobre 2012

#if2012

Caro diario,
ieri ho comprato lo smalto azzurro tiffany da mettere con le mie nuove ballerine dello stesso colore. Enzo Miccio sarebbe fiero di me. 
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Fermi tutti. Questo non è mica un fashion blog! 
E allora di che parliamo oggi?
Ma dell'Internet Festival, ovvio! Il mega evento che si è tenuto a Pisa lo scorso weekend.

Io e il mio futuro marito (Wiwo per gli amici) abbiamo scelto di andare nella giornata di sabato, si moriva di caldo. Avremmo potuto anche andare al mare.
La mattina ci siamo recati al laboratorio di robotica PERCRO, della Scuola Superiore Sant'Anna.
Qui ci hanno mostrato diversi progetti innovativi, come un dispositivo per teleoperazione (io muovo la mano e lui a distanza ricrea esattamente il mio stesso movimento) e un rematore virtuale.
"Gli Skills robot imparano dagli uomini e riproducono i gesti adattandoli alla situazione ambientale grazie a una complessa modellizzazione matematica che passa ai ''raggi X'' qualsiasi gesto umano. Le applicazioni di questa tecnologia sono vastissime: in un chirurgo di eccezionale bravura noi ad esempio studiamo come muove le dita, cogliamo la meccanica segreta di quel movimento (di cui probabilmente neppure lui e' consapevole) in modo che il robot possa riprodurla in qualsiasi situazione, perche' ogni operazione chirurgica e' diversa dall'altra''. 

Ma soprattutto ci hanno immerso (sì, è questa la parola giusta) nell'X-Cave.
In realtà io avevo già avuto occasione di provare il cave mesi fa, quando ho preparato l'esame per il Seminario di Cultura Digitale con una relazione riguardante gli information landscape (se non sapete cosa sono, scaricatevi la mia breve relazione da qui).
Ma è sempre comunque una vera figata. 
Soprattutto le montagne russe. Altro che cinema 3D.

Dopo una breve sosta al McDonald's in piazza dei miracoli, siamo andati all'orto botanico.
C'era uno speech dal titolo: "La ricreazione oscena della carne elettronica".
Vorrei raccontarvelo, veramente. Ma non saprei dirvi esattamente di cosa ha parlato il tipo. 
Io di paroloni me ne intendo abbastanza, ma lui li sparava veramente a caso. 
Ha parlato pure di danza macabra. E solo per quello me ne sarei andata via, mi mette troppa ansia.

Purtroppo dopo questo siamo dovuti tornare alla macchina (scadeva, ahimè, il carissimo parcheggio). Ma non prima di passare da Ponte di Mezzo, dove svettava l'installazione multimediale Digital Human: "L’uomo e la macchina, l’hardware e il software, 1/0, in/out, acceso/spento. Azioni binarie, voci non decrittate si mescolano fino a trovare un codice comune che ne permette l’intellegibilità. La macchina internet, la macchina uomo.
La macchina uomo è adesso connessa in un network. L’informazione binaria contenuta nei singoli bit si fa codice. Una quarta dimensione si apre alle possibilità umane. L’ubiquità."




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mercoledì 3 ottobre 2012

Maschiaccio si nasce...

Non fraintendetemi, anch'io adoro portare stiletti rossi tacco 12. Soprattutto quando devo trattare con clienti difficili che non riescono a capire l'importanza di una buona immagine coordinata per la loro azienda e preferirebbero accontentarsi di un sitino di due pagine. 
Lo stiletto aiuta, sempre.

Ma dentro di me sono sempre stata un''inguaribile ribelle, un vero e proprio maschiaccio.
Lo si capiva fin dall'asilo, preferivo giocare con le mini4wd invece che con polly pocket.

Non voglio diventare la nuova portavoce delle femministe del nuovo millennio, ma esprimere solo un parere personale.
Sono capitata per caso in un sito (come al solito non faccio nomi: http://www.universodelgioco.it/giochi-per-ragazze.html) e m'è salita una tristezza immensa nel vedere all'interno della sezione "x ragazze" (...) giochi da nomi come "amoreggiamento a scuola" o "vesti le coppiette alla moda". 
OMFG.
Ma è possibile? 
A quanto pare sì. Dimenticavo che io sono cresciuta con un cervello, ma molte ragazze mie coetanee già alle elementari pensavano solo a trucchi e vestiti. Oggi loro sono ...? Cosa sono? Niente. Non ho più sentito parlare di loro.
Oggi stiamo peggiorando? 

Ce la farò mai ad avere un figlio? Metti che mi nasce una bambina con l'originalissimo sogno di partecipare ad un reality o, peggio, senza sogni? Riuscirò mai ad accettarlo? Potrò mai farle cambiare idea?
Al massimo potrò scusarla soltanto se si farà le foto sceme in cam, ma solo perchè lo faceva anche la madre.


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martedì 2 ottobre 2012

Quando gli zombie facevano ancora paura...

Era una vita che nn riprendevo un po' in mano il Nintendo DS... E in questo weeekend di libertà, visto che qua in provincia di Pisa pioveva alla grande, io e il mio fidanzato da bravi nerd (ma non troppo) ci siamo rimessi a giocare a Resident Evil Deadly Silence. 

PROLOGO
Venerdì sera siamo stati al cinema a vedere RE6, ma sinceramente mi aspettavo di meglio. Tra l'altro non l'abbiamo neanche visto in 3D, quindi ci siamo persi pure l'adrenalina di tanti colpi d'accetta diretti verso di noi.
Fatto sta che siamo tornati a casa con la voglia di rigiocare a vecchi titoli, quelli che, come accennavo anche nel post scorso, ti facevano spaventare come si deve.
La prima idea è stata scaricare RE3: Nemesis e farlo girare su Ubuntu con Wine. Abbiamo poi tentato di connettere il joystick della ps3 tramite bluetooth al computer, con scarsi risultati. Il joystick non veniva riconosciuto e giocare da tastiera era (come si dice qui dalle mie parti) LA NOIA. Ebbene sì, ormai non ci siamo più abituati. [Se mi sentisse un vero retro-gamer potrei essere lapidata all'istante]

Ecco perchè siamo finiti a rispolverare il vecchio DS, finito nel cassetto del mio comodino insieme ad altri giochini come Hotel Dusk (bellissimo!) e Cooking Mama (...).
Appena acceso Deadly Silence, mi sono resa conto che l'ultimo "save" risaliva nientemeno che al 2008.

Per chi non lo sapesse, Deadly Silence è stato creato per celebrare il decimo anniversario del primo Resident Evil ed è uscito nel giugno 2006. 
Questa versione ha dei leggeri cambiamenti rispetto all'originale, tra i quali una grafica ovviamente superiore e dei contenuti totalmente nuovi: 
- la modalità Rinascita cambia molte cose dell'avventura principale: vengono incluse brevi sequenze di battaglia con orde di nemici con una visuale in prima persona.
- la modalità multiplayer, in cui è possibile impersonare quasi tutti i membri della S.T.A.R.S., alcuni dei quali mai visti prima.
Un'altra modalità segreta è il minigioco Master of Knifing, incentrato sull'uccisione di nemici tramite il touch screen e l'uso dello stilo.
[Wikipedia]

Stranamente, dopo aver cliccato sull'ultimo save, mi sono accorta che ero ancora solo agli inizi della storia, con Jill Valentine (la storia infatti può essere giocata anche con Chris). 
Che pacchia! Un gioco ancora tutto da finire! Mi domando per quale strano arcano motivo anni orsono lo lasciai lì nel dmenticatoio. Eppure è molto raro che io non finisca un videogame.

However, adesso saprò cosa fare la sera! Invece di deprimermi guardando Malattie Imbarazzanti o Geordie Shore (i cui protagonisti non sono simpatici nemmeno la metà di Snooky o Pauly).

See you nextime! :)
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martedì 25 settembre 2012

i 10 migliori retro-game di tutti tempi

Sì, sono una a cui piace stare al centro dell'attenzione. 
[Maddai, non l'avrei mai detto, con tutti quei disegni che ti porti addosso!?]

Proprio a causa di questa mia caratteristica, mi sono resa conto che ultimamente questo blog era andato un po' fuori tema. Non scordatevi che si chiama Geek! (ma non troppo).
Quindi, torniamo in carreggiata. Oggi sono qui per stilare una classifica, e scommetto che diventerà famosa come il decalogo di Wiwa.
Ogni bloggHer che si rispetti ha la sua top ten: "le 10 cose da fare prima di morire", "le 10 cose da fare prima di andare in bagno", eccetera eccetera.
Quindi, dal momento che anch'io, facendo come un Napoleone 2.0, mi sono autoincoronata vip blogger, ho fatto la mia classifica. 
La classifica dei videogame più fichi della storia!
Partendo dalla fine, vediamo chi ho messo al decimo posto:

10- 3d pinball space cadet - Cinematronics
Ehi, cosa dicono quelle vocine là in fondo? "Ma questo non è un vero videogame!"
Non lo è? Forse per voi 13enni che siete abituati a vedere sangue da ogni parte grazie a giochi come Call of Duty. Beh, mi dispiace deludervi ma in questa classifica ci sarà poco pane per i vostri denti (a parte ovviamente qualche titolone che non si poteva non mettere).
Ci sono affezionata perchè mio nonno mi regalò il mio primo computer alle elementari, lo tenevo in sala da pranzo, e ricordo che cenavo in fretta per poi accenderlo e andare subito a giocare con questo fantastico flipper che girava su Win95. I suoni poi erano davvero uno spettacolo.

 9- Frog and Flies - Mattel (!) - Atari2600

Quando ho letto su wikipedia che era della Mattel non ci volevo credere. Quelli della Barbie (ho sempre detestato le bamboline) per una volta c'avevano azzaccato.
Scopo del gioco: saltare da una foglia all'altra ingurgitando il più alto numero possibile di mosche. Lo stagno poi come potete vedere sotto è estremamente realistico. ;-)


8- Pitfall - Activision - Atari2600
4 milioni di copie vendute. Non male, per un gioco dell'82.
Non ero ancora nata a quel tempo, ma nonno ai tempi dell'asilo mi regalò prontamente un'Atari 2600Jr (remake della versione del '77) e fu così che inizai a guidare il povero Harry tra serpenti, sabbie mobili e coccodrilli, senza però mai arrivare alla fine. Adesso siamo nel 2012, e ho ancora l'Atari attaccata alla tv insieme alla Ps3 e alla Wii. Non mi sono arresa.



7- Mortal Kombat Trilogy - Midway Games - N64
Come potersi dimenticare le fatality, le brutality, o le mitiche babality?

La storia era un intreccio alla beautiful, ma tanto l'importante era solo combattere. 
 I personaggi che usavo di solito erano SubZero e Kitana, forse in quel periodo il mio colore preferito era già l'azzurro.
Chi non ha ancora visto il film di Mortal Kombat?!!?


6- Fifa 98 -  Electronics Arts - N64
Quando i Blur attaccavano a suonare "Song 2" ti sentivi improvvisamente imbattibile. Sarà stato per quello che vincevo spesso 10 a 0. Di solito prendevo il Brasile o il Milan, e adoravo giocare indoor.



5- Yakuza - Sega - PS2
Kazuma Kiryu è il nuovo Robin Hood. E' bellissimo, e non lo dico sono perchè è super tatuato, ma perchè (nonostante il suo passato da yakuza) ha anche un gran cuore.
Per chi adora il Giappone come me e spera un giorno di andarci, questo è il gioco perfetto.
Ti fa conoscere perfino le più piccole viuzze di Tokyo.
Mi sono divertita non tanto nel dare cazzotti a destra e manca, quanto nel cercare gli oggetti sbrilluccicosi in giro per le strade (che potevano essere armi utili, ma anche cibo per gatti!). Ovviamente quando tornavo nella realtà e uscivo di casa mi veniva ancora da guardare per terra.
[Si vocifera che nel nuovo Yakuza 5 sarà incluso nei mini giochi una versiona completa di Virtua Fighter 2. ] 




4- Yoshi's story - Nintendo - N64
Tenerissimo platform, sviluppato dal "Yoshi's Island team", diretto da Hideki Konno e prodotto da Takashi Tezuka.


Yoshi è davvero buffo e adora la frutta, in particolare i meloni. Sebbene la grafica non sia in 3d come quella di Super Mario 64, i suoi colori brillanti sono un piacere per gli occhi.
Surprise!! (http://www.mariowiki.com/Surprise!!) era il mio livello preferito.


3- Puzzle Bobble - Taito

Questo gioco per me rappresenta l'estate. Quando ero piccola andavo ogni anno in vacanza a Rosignano Solvay, dove i miei nonni avevano una casa vicina al mare. Lo stabilimento balneare si chiamava "Bagni Liana", e al bar, accanto al biliardino, c'era il cabinato di questo gioco. Non potete nemmeno immaginare quanti pezzi da 500 lire ci ho infilato. Ma sono riuscita anche a finirlo, solo con due gettoni! Ero diventata un mostro, ricordo che si riunivano tutti intorno a me e alla mia amica Alice per vederci giocare. Quando passavi alla prima l'ottavo livello ti sentivi un dio. E per me passarlo era una cosa normale, modestie a parte. :-)


2- Resident Evil 3: Nemesis - Capcom - PS
Non sono mai riuscita a giocare ad un RE da sola. Ho sempre bisogno di qualcuno accanto, anche se sono a casa in pieno giorno, altrimenti me la faccio addosso.
Questo 3° capitolo poi mi metteva veramente ansia. Un buon 90% del gioco consisteva nel fuggire da Nemesis, immortale mostro monovocalico ("S.T.A.R.S!") che, nonostante apparisse ogni circa 30 secondi, non annoiava mai con la sua presenza.

{Ultimamente i RE mi sono un po' peggiorati... Dal 4° in poi hanno perso lo stampo surival horror che li caratterizzava, ma ad ottobre uscirà il nuovo sesto capitolo, incrociamo le dita!}

1- Super Mario 64 - Nintendo - N64 
Chi altro poteva esserci in prima posizione se non il mitico idraulico?
Si potrebbe scrivere un libro su questo gioco.
Da piccola (parliamo sempre di elementari), ero un maschiaccio a cui piaceva molto uscire per andare a giocare a calcio/macchinine/skate. Ma questo gioco, il Re dei platform, riusciva a tenermi in casa per ore. La notte addirittura, e non sto scherzando, sognavo di fare come Mario e di entrare attraverso i quadri appesi alle pareti in mondi fantastici. Indimenticabili i sottofondi sonori, soprattutto quelli della Baia Pirata, del Cammino Arcobaleno e ovviamente della sfide finali con Bowser.


E finalmente la mia classifica è giunta al termine. Mi ha preso tanto tempo ma ne è valsa la pena.


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lunedì 24 settembre 2012

Ognuno ha quel che si merita.

Bel titolo, vero?
Suona un po' come un vecchio proverbio, tipo "rosso di sera, bel tempo si spera".
E, dal momento che tutti i proverbi hanno validità scientifica, ovviamente ciò vale anche per il mio titolo.

A parte gli scherzi, non crediate che mi sia fatta prendere troppo dalla filosofia buddista.
Ma più mi guardo intorno e più ci vedo chiaro. Cose che fino a nemmeno troppo tempo fa mi facevano soffrire, adesso mi fanno sorridere. 
Potevo anche chiamarlo "la ruota gira per tutti" questo post, ma non sarebbe stato esatto.
La ruota gira, ma deve fermarsi dove VOI volete che si fermi. Non girerà all'infinito, e se non la fermerete prima voi, si fermerà dove cacchio gli pare. Potrebbe fermarsi in un punto bello, o in un punto brutto. Ma poco importa, quel punto non l'avete scelto voi, e quindi anche quello che sembra un punto bello, prima o poi diverrà inesorabilmente brutto. 
Ognuno ha quel che si merita. Se avete fermato la ruota, bravi. Se non l'avete fermata e adesso non siete felici nè soddisfatti della vostra vita, è colpa vostra. 
Non vi ricordate d'aver trovato su quel vecchio libro di storia (capitolo rinascimento) tanti anni fa, qualche frasina tipo "l'uomo è artefice del proprio destino"?
Bene, prendete coraggio e mettetela in pratica, it's never too late. ;-)

Beh, discorso a parte va fatto per un particolare tipo di persone, quelle che si ACCONTENTANO. Dio quanto odio questa parola, mi fa proprio schifo.
Peggio ancora sono quelli che si accontentano senza accorgersene. Credono di essere felici, fanno addirittura gli sboroni, non si rendono conto di essere ridicoli. Non so se per queste persone esiste una medicina. Come si può andar fieri della propria miseria (spirituale)?
Perchè sono così cattiva? Ahimè, di persone del genere ne ho conosciute tante nella mia vita, donando spesso loro anche troppo affetto. Ma adesso li guardo e li vedo piccoli piccoli.... sarà che sono arrivata troppo in alto :-)

Ve l'avevo detto che non riuscivo a essere buddista fino in fondo.

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venerdì 21 settembre 2012

Flusso di coscienza

Volevo scrivere ieri, ma so che se l'avessi fatto sarebbe venuto fuori un polpettone pieno di rabbia e bassa ironia. 
Sarà colpa del ciclo in arrivo. O forse delle cimici settembrine che come-ne-scaccio-una-di-casa-ne-entra-un'altra.
Sì, sono ancora un po' nervosa ed arrabbiata, si vede dalle cavolate che scrivo.
Come mai noi donne dobbiamo essere sempre in costante competizione? Ora capisco perchè son nata maschiaccio.
Che poi, sono sempre le persone che si riempiono la bocca di paroloni come rispetto e lealtà ad essere le più deficienti. Nel senso latino del termine, ovviamente.

Invece, riallacciandomi al vecchio post, un'altra cosa che ho finalmente imparato dopo tanto tempo è che spesso le parole non servono. Nemmeno le parole più belle come "ti amo".
I fatti parlano da soli. Vecchio detto mai compreso tanto quanto adesso.

Un'altro passo del decalogo di wiwa (ormai famosissimo!) riguardava la fiducia.
Writer's block.
Scherzo.
Forse no.

 Beh, diciamo che anche sulla fiducia ci sto ancora lavorando. Non mi è MAI riuscito darla in passato. (la fiducia! che cacchio!)
Adesso ci sto provando, ma non nascondo che è molto difficile per tipe come me.
Soprattutto quando in passato hai avuto ex che ti tradivano con delle commessine senzacervello con cui andavi in classe alle medie e che non sapevano nemmeno che lettera veniva dopo la b. Sì, Giada, parlo di te.
[non ho mai avuto problemi nel fare nomi, glielo sputerei anche in faccia, ma non credo capirebbe ugualmente, il suo cervello è talmente piccolo che non c'entrano più di due parole alla volta.]
Tornando al presente, la sola cosa che mi aiuta è il fatto che stavolta sono sicura al 100% di donare la mia fiducia ad una persona che se la merita davvero. 
Thomas è la persona più bella che abbia mai incontrato in vita mia.








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mercoledì 19 settembre 2012

Novità dal pianeta Wiwa

Passano i mesi, più mi dico di stare "lontana dalle scene" del web e più mi manca bloggare...
Se ripenso al windows live space che avevo a 18 anni mi vengono i brividi...quello sì che era un diario (per niente) segreto.
Ma, ahimè, erano altri tempi. Adesso di anni ne ho 25 e sono troppo vecchia per scrivere di serate in discoteca e balli fino all'alba.
Come ho fatto a ritrovarmi ammogliata e accasata in così poco tempo? Non ne ho la più pallida idea, ma sostanzialmente sono felice, è questo che conta.
Sono felice anche se la sera alle 22 non esco più ma mi ritrovo nel lettone (accanto all'uomo della mia vita *-*) a guardarmi Carrie Bradshaw e a rimembrare i tempi andati, quando anch'io ero come lei (anzi, forse la mia vita era anche più avventurosa).
Adesso si sotterra l'ascia di guerra, si attaccano le scarpette al chiodo (alla faccia di chi danza l'ha appena iniziata) e piano piano ci si riscopre...adulte. Con altri bisogni. Con altre responsablità. Ma anche con un'altra forza.
Mi viene in mente la canzone di Noemi.

[Credo proprio che questo sarà un luungo post.]

In questi mesi sono successe molte cose, che sono ovviamente collegate tra loro.
- Sono finalmente guarita. Posso dirlo?  Ma sì, GUARITA.
Niente più attacchi di panico, niente più Tavor per me. Assolutamente incredibile.
- Una media universitaria da far paura. Al liceo ero veramente troppo chiacchierona (e pigra) per studiare. Facevo solo il minimo indispensabile. Il corso di laurea triennale è stato su per giù uguale. Ma, concedetemelo per una volta, adesso vado forte. Forse perchè ho trovato materie che davvero mi piacciono. Ho scoperto che amo, adoro studiare. 
Se mi sentissero le mie vecchie compagne di banco al liceo (Kate, Chia <3) mi misurerebbero la febbre molto probabilmente.

Percezione dell'esperienza digitale: 30
Seminario di cultura digitale: 30 e lode
Grafica 3d per i beni culturali: 28
Sociologia dei nuovi media: 26
Fenomenologia delle arti digitali: 30
Teorie della video arte: 30
Storia della tv, del cinema e del video: 30 e lode
Linguistica Italiana II: 29
Comunicazione e processi di formazione: 28

Tra 4 esami avrò finito anche la specialistica. Fuck yeah.

Poco più di un anno fa il mio amatissimo fidanzato aveva appeso alla porta di camera un foglio per me, da leggere ogni mattina: il decalogo di Wiwa (no, non mi chiama così nell'intimità).
Tra le altre cose, diceva:
fidarsi delle persone, studiare almeno 2 ore al giorno (niente facebook!), non stressare i dottori (sì, ho avuto un passato da ipocondriaca. una cosa ovvia per chi soffre di attacchi di panico), pulire casa ogni giorno (non vi nascondo che ho ancora delle difficoltà sulle mie nuove mansioni da casalinga disperata...).
Sto ancora lavorando su molte cose. Ma la cosa più bella che ho raggiunto è stata la scomparsa del senso di colpa. Mi aveva sempre afflitto, in ogni tipo di relazione: sentimentale, familiare.
Oggi finalmente ho scoperto che semplicemente non deve esistere: non possiamo sentirci in colpa per per quello che si pensa, per le decisioni che prendiamo. In poche parole, per quello che si è.

Volevo scrivere ancora, ma è tardi e devo preparare il risotto allo zafferano per cena.




















































































































































































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mercoledì 4 gennaio 2012

2+2=5

Ho iniziato a leggere la bio di Steve Jobs e devo dire che mi piace molto. Non che io sia una fanatica Apple (just a little...) ma più che altro perchè racconta veramente bene tutto quello che si cela dietro la storia dell'informatica degli ultimi 30 anni.
Quindi, beccatevi questo imperdibile video del 1997. E poi se avete tempo andate sul Tubo a cercare anche gli altri. C'è pure quello della presentazione del primo Macintosh nell'84. Una vera chicca.
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